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Sestriere - Cucina e prodotti tipiciSestriere è un centro di recente costruzione e molto modaiolo: non vi è quindi una cucina tradizionale, bensì una commistione di generi da tutta Italia e parte della Francia. Fermo restando però che molto forte è la tradizione della cucina e dei prodotti tipici della Valle di Susa nella sua interezza. Anche a Sestriere dunque si ritrovano i piatti tipici della zona. Come le Cajettes, ossia gnocchi di patate, ortiche con cipolla e farina di segale gratinati al forno. O ancora la Torta di San Pietro, torta salata fatta di fave, patate e castagne. Oppure il capocollo di maiale con le patate, la minestra d'orzo con castagne e fagioli, i peperoni ripieni, la salsiccia di cavolo o il prosciutto cotto al fieno. I vini. Terra di antica tradizione vitivinicola la Val di Susa, come del resto la totalità del territorio piemontese. Qui si producono soprattutto diversi vini rossi di qualità, quali il Becouet, l' Avanà ed il Valsusa d.o.c., oltre ai più diffusi Dolcetto e Barbera, mentre troviamo nel Baratuciat un vino bianco dall' ottimo potenziale. Altri vini diffusi in misura minore sono la Brunetta, la Grisa Nera, la Grisa Roussa e il Gro Blan, quest’ultimo a bacca bianca. Il Valsusa è di colore rubino più o meno intenso, corposo e robusto, che ben si abbina a primi piatti importanti, a secondi piatti a base di selvaggina o arrosti e a formaggi maturi. L' Avanà è invece il vitigno più tipico di tutta la Valle Susa sia perché molto particolare, sia perché diffuso in tutta la valle; non si presta molto all' invecchiamento ma possiede un' intensità di gusto fresco e fruttato difficilmente riscontrabile altrove ed è alla base, congiuntamente alle uve Barbera, Neretta Cuneese e Dolcetto, del vino rosso Valsusa. Ma è il Becouet a riservare le sorprese maggiori data l' ottima prospettiva: il suo contenuto polifenolico è paragonabile a quello di Cabernet, Merlot e Syrah, quindi molto colore e buona struttura, con una predisposizione per l’evoluzione in legno. E' adatto inoltre ad essere vinificato in purezza o come taglio, dato che fornisce corpo, struttura e colore all' Avanà. Un vino quindi che se riuscirà a mantenere le aspettative si appresterà a competere con i "mostri sacri" del territorio. I frutti della stagione autunnale sono numerosi anche in queste zone: funghi e soprattutto i marroni, che sono stati catalogati come prodotto IGP e costituiti da una serie di ecotipi indicati con il nome della località di provenienza delle varie parti della Valle di Susa. Anche il melo ed il ciliegio con i relativi frutti sono molto importanti per l'economia agricola di queste zona, che vanta anche tipologie più classiche di produzioni ortofrutticole. La varietà dei dolci poi è notevole e di qualità. Tra i più rinomati troviamo i Canestrelli (piccole cialde simili alle Gauffres), la Focaccia di Susa (fatta con un impasto di farina di grano tenero, zucchero, uova, sale e lievito di birra), il Pan della Marchesa (una torta con nocciole e mandorle tostate), le Lose Golose (biscottini secchi al sapore di pesca e amaretto) e i Rubianesi (biscottoni tipici di Rubiana lunghi 20 cm). Numerosi sono anche i prodotti caseari. Molteplici e di qualità sono le varietà di formaggi alpini, soprattutto a bassa e media stagionatura. Vi si trovano un gran numero ricotte di latte vaccino o caprino e con diversi gradi di stagionatura. Senza dimenticare poi le famose tome e i tomini, garantiti dalla Denominazione d' Origine Protetta; sono da gustare al naturale, oppure fusi alla piastra, o ancora da accompagnarsi a composte e mieli del posto. C' è il Brus, una pasta omogenea cremosa e spalmabile; il Murianengo a pasta burrosa con muffe nobili; il Formaggio a Crosta Rossa; il Seirass molto fresco, da gustare anche come dessert con zucchero e miele; la Tuma del lait brusc, a pasta molto dura e friabile, che più si avvicina agli antichi sapori grazie al gusto deciso e ricco di retrogusti. Diversi sono anche i salumi tipici presenti in questa valle. A cominciare dalla Bondiola, un insaccato a pasta mista bovina e suina, speciale per la sua forma irregolare (sembra un salame "bastonato" poiché presenta numerosi bozzi sulla superficie) e per la sua lunga stagionatura (da un minimo di sei mesi fin oltre un anno). C'è poi il Prosciuttello Crudo, l'unico prosciutto crudo stagionato in tutto il Piemonte, ricavato da una coscia di suino, disossato, pressato, rifinito e lasciato stagionare almeno 16 mesi. Infine il Salame Mica, a grana medio-grossa, molto diffuso in passato. L'impasto viene messo in stampi di acciaio inox del diametro di 15 cm ed alti 4, che gli conferiscono la forma di una toma. Alla fine il tutto viene pressato e passato in un contenitore con del pepe e della farina di segale, che formerà uno strato di 2-3 mm sull'insaccato, garantendogli così protezione. E per finire in gloria un indimenticabile pasto, niente di meglio del conforto delle grappe locali - ad esempio l'Eigovitto (la Grappa di Avanà), la Grappa della Comba di Susa, il liquore alle fragoline di bosco - e del famigerato Génépy, liquore ottenuto dalla distillazione di diverse specie di piante aromatiche del genere Artemisia, che con il suo gusto secco e il fondo amaro è un ottimo digestivo. |
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Cucina e sapori di montagna
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